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Atlas of Italy/ Magini / Virtual Rare Book Fair

Title: MAGINI GIOVANNI ANTONIO.

novità
Italia.
impensis ipsius auctoris, Ferroni 1630
Description: In Folio (405x285); carte 4 non numerate (frontespizio allegorico inciso da Oliviero Gatti, dedica a ferdinando Gonzaga, elenco delle tavole; ritratto del Magini delineato ed inciso da H. Davia nel 1632, pagg. 24 di testo, 61 carte geografiche (di cui 58 a doppio foglio, 2 a mezzo foglio ed 1 ad un quarto di foglio) tutte incise in rame. Pergamena coeva semirigida con titolo manoscritto al dorso. L’atlante di Magini rappresenta il più importante e primo tentativo organico di cartografare tutto il territorio italiano. Giovanni Antonio Magini nasce a Padova nel 1555, dedicatosi assai presto agli studi astronomici nel 1588 fu assunto dal Senato di Bologna alla cattedra di Astronomia dell’università, preferito addirittura a Galileo Galilei. La personale amicizia con il Duca di Mantova Vincenzo Gonzaga consentì al Magini di ottenere da principi e regnanti dei vari governi della penisola il materiale cartografico necessario per la realizzazione delle carte delle allora regioni italiane. Il suo grande sforzo cartografico venne dato alla luce postumo, a causa della sua prematura morte nel 1617, da suo figlio Fabio, che nel 1620 pubblicò in Bologna l’atlante “L’Italia”. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. Nonostante sia pubblicata postuma, l’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, che successivamente furono corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Tali prove sono rarissime, talvolta reperibili sul mercato, e presentano differenze sostanziali con quelle poi incluse nell’atlante. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca; il belga Arnoldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. Come vedremo nell’analisi delle singole carte, esse derivano da diverse fonti, sia edite che inedite, rappresentando perciò il prodotto di un lavoro personale di comparazione, coordinamento e di vaglio, che viene a conferire alla carta stessa il carattere ed il valore di un prodotto originale. L’importanza di questo lavoro del Magini è notevolissima, come pure l’influenza sulla cartografia della penisola per i successivi due secoli. Fascinoso esemplare con qualche traccia di tarlo ed umidità fino a pag. 13 ed alle carte geogr. finali di Sardegna e Sicilia. Almagià, L’Italia di G.A. Magini, pag. 7:”Ristampa che porta il nome dello stampatore bolognaese Clemente Ferroni…il Ferroni dovette poi, negli anni successivi, continuare a dar fuori l’opera, perché se ne hanno molteplici esemplari ma senza più la data del 1630 e accresciuti invece di un ritratto del magini…”. Piantanida, 1350.
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  • Number: 1340507
  • Dealer: Libreria Antiquaria Perini







 
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